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Smagliature (Striae distensae)

La Dermatologia > Dermatologia plastica

Le smagliature, correttamente chiamate striae distensae, sono molto comuni, sia nell'uomo che nella donna, e creano spesso, soprattutto nella donna, un disagio estetico non indifferente.
Consistono in una vera e propria frattura dello strato profondo del derma, dovuta ad una sollecitazione fisica non adeguatamente compensata dall'elasticità della cute; di fatto le fibre collagene che sostengono la pelle non reggono ad una forza distensiva, e la pelle in profondità si lacera esattamente come un tessuto liso.

Le cause sono moltissime: le più comuni, nella donna, sono la gravidanza e le diete o gli aumenti ponderali importanti, e si evidenziano all'addome, ai fianchi, alle mammelle.
Nell'uomo, oltre agli sbalzi di peso, l'attività fisica intensa, con lo sviluppo di imponente massa muscolare in tempi troppo rapidi.
Esistono poi delle cause iatrogene, per esempio dovute all'utilizzo protratto ed improprio di costisonici topici, ed in questo caso le zone più colpite sono le ascelle e l'inguine.

Si presentano all'inizio come strie intensamente arrossate, in quanto infiammate, e fin dall'inizio palpabili con le dita, con cui si apprezza la perdita di sostanza; col passare del tempo diventano poi più chiare e infine del colore della cute, e tendono a stabilizzarsi.

Nel giovane, quando compaiono in seguito al fisiologico sviluppo fisico, a volte scompaiono con la crescita, ma non sempre; quando invece compaiono in età adulta ciò è molto più difficile che avvenga, ed è necessario, se esteticamente fastidiose, intervenire.

Le terapie topiche sono quasi sempre dei palliativi; esiste la possibilità di infiltrare delle sostanze che stimolano la parte alla ricrescita, ma l'intervento che meglio risolve, o comunque attenua fortemente il problema, è affidato all'uso del Laser. Il Laser di elezione è il laser a co2 frazionato, lo stesso che si usa per il resurfacing estetico del viso o per la riparazione degli esiti cicatriziali di acne o varicella, ed anche il meccanismo di azione è lo stesso, consistendo comunque nella rigenerazione del tessuto connettivo profondo per diversi motivi compromesso.

I tempi di guarigione sono mediamente veloci: 2-3 sedute a distanza di 20-30 giorni solitamente portano alla scomparsa o alla forte attenuazione del fenomeno; ovviamente questo dato è variabile in funzione della profondità delle lesioni, dall'epoca di insorgenza e dall'età del paziente.

 
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