Fotoprotezione - Amicoperlapelle

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Fotoprotezione

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Trattando un argomento così vasto, è necessario fare alcune indispensabili premesse, che possano aiutare a capire come "funziona" il sole e che effetti determina l'esposizione della pelle ai raggi solari, in particolar modo gli ultravioletti di tipo A e B.

In questo diagramma, sulla sinistra, si desume lo spettro del sole, suddiviso in raggi UVA (ultravioletti di tipo A), che abbronzano, UVB, che scottano, e poi le altre componenti della luce solare: la parte visibile, quella che fornisce la luce, e gli infrarossi, che determinano il calore. Gli effetti di questi raggi sulla pelle, sono invece suddivisi a seconda del tempo che impiegano ad evidenziarsi: come si può vedere, dopo una fase temporanea e fugace di pigmentazione immediata, che scompare in poco tempo, i primi effetti a manifestarsi sono gli eritemi e le scottature, causati dai raggi di tipo UVB; l'abbronzatura vera, quella che dura nel tempo, è invece causata dagli UVA, ed è più tardiva rispetto alla prima fase. Questi effetti sono quelli immediatamente evidenti ogni estate che passiamo al sole sulla spiaggia.

Ci sono poi gli effetti tardivi, dei quali ci rendiamo conto solo col passare degli anni: l'eposizione prolungata e sistematica ai raggi di tipo UVB comporta un ispessimento dell'epidermide, cioè lo strato più superficiale della pelle, mentre gli UVA nel tempo determinano un invecchiamento precoce (fotoinvecchiamento) delle caratteristiche della pelle stessa. I due tipi di raggi insieme sono inoltre responsabili della cosiddetta fotocarcinogenesi, ovverosia la capacità di questi raggi di determinare la comparsa di tumori della pelle, principalmente gli epiteliomi e il melanoma.

Detto questo è più facile capire le caratteristiche necessarie per un buon filtro solare, che deve avere la capacità di filtrare maggiormente i raggi più dannosi, gli UVB che scottano, e di lasciar passare almeno una parte di quei raggi, gli UVA, che consentono l'abbronzatura. Sembra tutto molto semplice, ma in realtà, anche con l'uso di filtri accurati, il pericolo resta in agguato; di pari passo con la tintarella, infatti, durante lunghe e ripetute esposizioni al sole, soprattutto su pelli predisposte a seconda del fototipo (v. più avanti), dobbiamo mettere sul piatto della bilancia la possibilità di vedere la nostra pelle invecchiata precocemente, e quindi dobbiamo essere consci che se a 30 anni avremo un bell'aspetto abbronzato, probabilmente a 60 la nostra pelle ne dimostrerà qualcuno di più. Inoltre il rischio dei tumori cutanei, pur ridotto, rimane comunque presente.

Tipo di cute

Reazione al sole

Pigmentazione

Filtro di base

0

Si ustiona sempre

Impossibile

Schermo

I

Molto sensibile, si scotta sempre

Non abbronza mai

50+

II

Molto sensibile, si scotta sempre

Abbronza poco

50+/40

III

Sensibile, qualche volta si scotta

Abbronza gradualmente

40/30

IV

Moderatamente sensibile, si scotta poco

Abbronza facilmente

25/20

V

Poco sensibile, si scotta raramente

Abbronza intensamente

15

VI

Insensibile, non si scotta mai

Abbronza intensamente

6


Si parlava del fototipo, dunque, e questo è in effetti l'elemento fondamentale che può rapportare tutto quello che abbiamo detto con la "nostra" pelle.

Nella tabella a fianco sono riportati i fototipi e le caratteristiche; per filtro di base si sintende quello da utilizzare per le prime esposizioni a Giugno in riviera ligure o toscana.
In questa tabella evidenziamo i vari tipi di pelle, e il loro rapporto con il sole e l'abbronzatura. Va da se che i fototipi più bassi (I, II) sono quelli che più facilmente svilupperanno quegli inconvenienti di cui si parlava prima, e quindi necessiteranno di filtri più elevati, mentre i fototipi più alti (IV, V) possono permettersi esposizioni al sole più prolungate e l'uso di filtri più bassi che consentono l'abbronzatura più rapida e intensa.

Altre due variabili importanti, oltre al fototipo della nostra pelle, sono il luogo e la stagione in cui prenderemo il sole, che determinano l'effettiva quantità di sole che raggiunge la nostra pelle; il sole di Maggio in Liguria non è ovviamente paragonabile a quello che si prende ad Agosto in Puglia. L'ideale sarebbe cominciare con il primo e arrivare al secondo con la cute già abbronzata, e quindi - ricordando che l'abbronzatura costituisce comunque una protezione naturale della pelle dai raggi solari - riuscire comunque ad evitare la scottatura. Invece spesso capita che ci si esponga al sole solo per 15 giorni all'anno, durante le ferie, e magari proprio in Agosto in Sardegna. Questa, di fatto, è una situazione ad alto rischio di scottatura, ed è quella che maggiormente necessita di protezione chimica ad opera dei filtri solari.

I filtri solari si dividono in due grosse categorie: i filtri fisici che sono veri e propri schermi, e che quindi riflettono completamente i raggi solari non consentendo alcuna forma di abbronzatura. Si utilizzano soprattutto su pelli malate, oppure per proteggere nevi o altre formazioni cutanee pericolose; poi ci sono i filtri chimici, i più comuni, che vengono suddivisi in varie fasce a seconda del fattore di protezione. Qui regna sovrana la confusione, perchè le scale numeriche sono tante e tutte diverse; le due principali, la DIN tedesca e la FDA americana, prevedono gradazioni che vanno da fattori di protezione 3-6 e possono arrivare fino a fattori di 60 o addirittura, recentemente, 100. A seconda del fototipo, del periodo e del luogo di esposizione, sceglieremo quindi il filtro più adatto alla nostra pelle. A mo' d'esempio possiamo stabilire che un fototipo III, il più comune, che si espone al sole per la prima volta a fine Luglio in Sardegna necessita di un FP non inferiore al 25-30 e, solo dopo una settimana con questa copertura, passare a filtri più bassi (15) fino ad arrivare, ad abbronzatura ottenuta, a un FP 6.

Non esistono quindi parametri fissi per stabilire magari con un computer quale sia il filtro più adatto alla nostra pelle, ma esistono alcune importanti variabili, come su esposte, da prendere in considerazione per raggiungere lo scopo fondamentale ed intuitivo di evitare la scottatura al sole.

 
 
 

D. : Quando devo applicare il filtro solare ?
R.: I filtri più alti vanno applicati almeno mezz'ora prima dell'esposizione al sole, magari a casa piuttosto che alla spiaggia: devono infatti essere assorbiti, e in assenza di sudorazione, prima di avere la piena efficacia.

D. : Posso fare il bagno durante la giornata ?
R.: Sul mercato esistono numerosi filtri resistenti all'acqua, ormai quasi la totalità di quelli più alti. Se applicati correttamente resistono bene all'acqua di mare e alla sudorazione, ma conviene comunque riapplicarli ogni 4-5 ore di esposizione. I filtri più leggeri invece spesso hanno scarsa resistenza, e quindi vanno riapplicati più frequentemente

D.: I bambini hanno bisogno di una protezione particolare ?
R.: Ovviamente la cute dei bambini, soprattutto nei primi anni di vita e quindi alle prime esposizioni solari, hanno bisogno di una protezione elevata. Inoltre è importante, dopo i 3 anni, che il filtro utilizzato sia resistente all'acqua, per poter resistere ai giochi sulla battigia.

D. : I filtri solari hanno una scadenza ? Fanno male se scaduti ?
R.: Come tutti i prodotti che necessitano di conservanti anche i filtri solari hanno una scadenza, e facilemente questa si può raggiungere durante l'inverno passato in un cassetto. Non è però vero che un filtro scaduto faccia male alla pelle, ma semplicemente la sua efficacia potrebbe venir meno.

D. : Cosa sono le creme solari senza filtro ?
R.: Sono prodotti che sono in grado di aumentare la pigmentazione della pelle, durante l'esposizione al sole, mediante sostanza chimiche che stimolano la melanina. Si tratta di prodotti che possono essere utilizzati solo dalle persone con fototipo più elevato oppure con gradi di abbronzatura avanzati.

 
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