L'ipertricosi è una manifestazione clinica, non sempre vera malattia, che colpisce un gran numero di donne. A rigore di termini si
dovrebbe distinguere l'ipertricosi, con peli in numero e dimensioni aumentate rispetto alla norma, in zone dove normalmente la donna
ha comunque peli, dall'irsutismo, caratterizzato dalla crescita di peli di aspetto terminale in zone e con caratteristiche tipiche
dell'uomo; quest' ultima situazione, contrariamente alla prima, è spesso legata ad alterazioni ormonali evidenziabili mediante il
dosaggio degli ormoni femminili e maschili nel sangue.
Fondamentale quindi, prima di ogni approccio terapeutico, è una buona diagnosi
delle cause che determinano la eccessiva crescita del pelo. Possono coesistere infatti alterazioni ormonali primitive, quindi presenti
fin dall'inizio dell'attività ormonale femminile, che secondarie, come per esempio, la causa più comune, un ovaio policistico.
Il pelo
si presenta con aspetti cosiddetti terminali, ovverosia di grandi dimensioni e solitamente anche più scuro rispetto al colore normale
dei capelli. Le zone maggiormente interessate sono il labbro superiore, le gambe e le braccia nell'ipertricosi, il dorso (regione
lombare), il volto e il pube nell'irsutismo.
Non infrequente è l'associazione con altre manifestazioni dermatologiche, per esempio l'acne tardiva o la dermatite seborroica o l'alopecia
androgenetica.
La terapia dell'ipertricosi, una volta identificate le cause che la determinano, consiste da un lato, quando presente,
nella cura dei fattori ormonali in gioco, dall'altro nella rimozione del pelo mediante tecniche cosmetologiche o chirurgiche.
Nel primo
gruppo di terapie la fanno da padroni i contraccettivi orali, a volte in associazione con il ciproterone acetato, un potente farmaco
antiandrogeno (contrasta l'azione degli ormoni maschili); altri farmaci spesso utilizzati, sempre con attività mirata a contrastare
l'eccesso di ormoni maschili, sono lo spironolattone e il cortisone.
La rimozione fisica del pelo invece si basa su diverse tecniche,
alcune di pertinenza dell'estetista, come la ceretta e l'elettrolisi, altre di pertinenza medico-chirurgica, come la diatermoelettrocoagulazione
del pelo e la più recente laserterapia.
La ceretta, alla portata di qualunque donna anche per autoprescrizione, è tuttora il sistema più economico e diffuso per la depilazione temporanea: come sistema casalingo è quello che ha durata maggiore, consistendo nella asportazione, mediante strappo, di tutto il pelo, che impiega quindi un tempo maggiore alla ricrescita rispetto al taglio con la lametta, all'incirca 15-20 giorni. Esistono anche strumenti depilatori, con delle lamelle contrapposte rotanti, che esplicano la stessa azione della ceretta. Entrambi i sistemi sono discretamente dolorosi.
L'elettrolisi consiste nella lisi del pelo mediante una corrente di tipo galvanico: si tratta di un sistema non doloroso ma molto
protratto nel tempo (i peli vanno trattati uno per uno) e comunque non definitivo, in quanto il bersaglio della tecnica è il fusto
del pelo e non il follicolo con la sua componente rigenerativa, che in poco tempo rigenererà quindi il pelo.
La diatermocoagulazione,
presidio medico chirurgico, è invece un trattamento, quando riuscito, definitivo, in quanto l'introduzione di un sottile ago all'interno
del follicolo distrugge sia il pelo che la matrice: la tecnica però ha una percentuale di riuscita molto bassa, pur in mani abili,
e oltre a tutto spesso il trattamento esita in una cicatrice prodotta dall'intensa scarica elettrica in grado di danneggiare i tessuti
cutanei in maiera permanente.
Per questo è stata abbandonata in seguito all'avvento della laserterapia per l'epilazione definitiva,
tecnica oggi di gran lunga più attendibile, pur se gravata da costi più elevati, anche se ora meno di qualche anno orsono.
- : Ho alcuni peli superflui, devo considerarla una malattia ?
R.: Quasi mai, dal momento che la maggior parte delle donne hanno normalmente una peluria pronunciata in assenza di alcuna alterazione ormonale di rilievo. Tuttavia in alcune situazioni una diagnostica accurata può svelare alterazioni importanti a carico della sfera sessuale, a volte addirittura non ancora note.
- : E' pericolosa la depilazione ?
R.: La depilazione, qualunque sia la tecnica, non comporta mai alcun rischio. Anche la depilazione con la lametta, da sempre considerata l'anticamera di una crescita rigogliosa dei peli, non dove far temere alcunchè: nulla di più di una leggenda metropolitana.
D.: Mia figlia, di 12 anni, presenta una peluria molto abbondante. Devo temere che con la crescita possa peggiorare ?
R.: Solitamente, nella prima età puberale, la crescita di peli molto evidenti, al labbro superiore e alle basette, oltrechè alle braccia e gambe, deve considerarsi normale, e non necessariamente segno di futura eccessiva pelosità.