Gli epiteliomi sono tumori della pelle, istologicamente (per caratteristica delle cellule che li compongono) classificati come tumori maligni (a rigore si tratta di carcinomi), in realtà clinicamente assolutamente benigni. Perchè questa differenza tra "istologia" e "clinica" ? La risposta sta nel fatto che questi tumori, pur in tutto e per tutto dei carcinomi esattamente come quelli mortali che colpiscono organi interni, non sono in grado di produrre metastasi, e quindi la loro malignità si esplica solo localmente, con un'erosione progressiva della pelle. In realtà la capacità di metastatizzazione non è completamente nulla, ma molto rara nel caso degli epiteliomi spinocellulari, e addirittura eccezionale nel caso di quelli basocellulari.
Questa "benignità" clinica però non deve far si che si possa sottovalutare l'importanza di queste lesioni della pelle, in quanto la capacità di distruggere la cute intorno alla lesione è a volte molto intensa e veloce, e soprattutto sul viso, dove tra l'altro la frequenza dell'epitelioma è molto elevata, la diagnosi e l'asportazione devono essere precoci, per scongiurare esiti estetici invalidanti.
Spesso l'epitelioma è preceduto dalla presenza di altre lesioni, da considerarsi preneoplastiche, che prendono il nome di cheratosi attiniche: di per se non richiedono asportazione chirurgica, ma il trattamento mediante crioterapia o topici con azione demolitiva possono prevenirne la trasformazione in epiteliomi.
Eistono due tipi istologici di epiteliomi, quelli basocellulari e quelli spinocellulari. I secondi sono più aggressivi dei primi, e quindi molto più velocemente si espandono e a volte, seppur raramente, possono riprodursi nel linfonodi vicini alla lesione. Morfologicamente invece gli epiteliomi si distinguono in nodulari, piani(cicatriziali), sclerodermiformi e pigmentati, e tutti questi possono essere ulcerati o non ulcerati.
Di gran lunga i più comuni (rapporto 12 a 1), cominciamo col prendere visione di una galleria di epiteliomi basocellulari (basaliomi).

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L'ulcerazione, e il sanguinamento che si presenta in alcuni casi, è un segno di avanzamento della lesione, e si vede soprattutto nelle lesioni trascurate per troppo tempo.
L'incidenza degli epiteliomi è molto più elevata nella popolazione anziana, e tra questi in coloro che, per motivi professionali (muratori, pescatori, agricoltori), sono stati esposti per una vita intera ai raggi del sole in qualunque stagione. E' più alta poi in quelle persone con caratteristiche della pelle più a rischio per fototipo, cioè con capelli e occhi più chiari.
Tuttavia l'insorgenza nel giovane non è rarissima, e sembra essere in aumento di pari passo con la moda della tintarella ormai dilagante da anni.

Gli epiteliomi spinocellulari (spinaliomi), come detto più rari, hanno caratteristiche leggermente più aggressive, e, seppur raramente, si può trovare qualche fenomeno di metastatizzazione a carico dei linfonodi, per esempio del collo in caso di epiteliomi spinocellulari del volto. La maggior velocità della progressione rispetto ai basaliomi fa si che il tumore giunga al dermatologo in fase già avanzata e spesso ulcerata.
Un tipo particolare di epitelioma spinocellulare, localizzato al labbro, è il cosiddetto "Cancro del fumatore", che non è quello polmonare (comunque di gran lunga più comune e mortale) ma quello del labbro che insorge tipicamente nel fumatore di sigaro e/o di pipa
Oltre alla fondamentale importanza della diagnosi precoce, nella quale la videodermatoscopia in epiluminescenza riveste un ruolo di grande importanza, come nel caso del melanoma, la principale terapia nei confronti di queste lesioni tumorali rimane l'asportazione chirurgica, che necessita spesso di trattamenti di tipo plastico (tagli e suture complesse e disegnate a tavolino) nel caso di lesioni di dimensioni maggiori localizzate in zone delicate come il volto o il cuoio capelluto. L'escissione chirurgica deve essere ampia, e i margini del taglio non devono cadere a meno di 3-5 millimetri dal margine visibile della lesione stessa; sarà poi l'esame istologico, indispensabile, a confermare la completa asportazione della lesione ovvero la permanenza di qualche cellula neoplastica nella cute del paziente. In questo secondo caso si deve prevedere comunque una recidiva locale, rarissima invece nel caso di lesione completamente rimossa, recidiva che potrà però, in seconda istanza, essere in alcuni casi affrontata con tecniche demolitive, meno traumatizzanti per la cute del paziente.

Recenti entusiasmi ha determinato l'uso di una sostanza, l'Imiquimod, che, nata come topico altamente tecnologico (e costoso) per il trattamento delle lesioni virali (condilomi soprattutto), è stata utilizzata, non senza successo, anche in alcune lesioni epiteliomatose più superficiali, delle quali si è assistito alla progressiva totale scomparsa. Al momento però rimane un trattamento di nicchia, da riservarsi a casi particolari e che verrà sviluppato maggiormente nei mesi a venire.

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